Giovani designer & design week

E' terminata da pochi giorni la solita kermesse primaverile del design. Come sempre l'esposizione vivente del catologo di ogni azienda. La maggioranza dei pezzi interessanti, al solito, si trovano in Zona Tortona e al Salone Satellite, dove espongono i nuovi marchi e i giovani designer. Proprio di giovani, come me, vorrei parlare: la presenza italiana in queste due zone era assai esigua: sia in Zona Torona che al saltellite la facevano da padroni i ragazzi scesi dal nord, dalle Fiandre e dalla Germania. Perchè? Perchè così poche "giovani menti" dello stivale hanno esposto nella settimana del design? Io credo la causa sia duplice: da una parte accademie, scuole di design e università faticano a liberarsi della pesante eredità degli anni '70 e '80, quando a dominare la scena c'erano colossi come Vico Magistretti ed Ettore Sottsass.
Dall'altra sta la difficoltà di reperire fondi e sponsor per esporre; i prototipi costano cari, sia in termini monetari che a livello di tempo e gli spazi nella settimana del Salone hanno prezzi improponibili. Qui la differenza sostanziale tra un giovane designer italiano e uno straniero pari età: all'estero, per esempio in Belgio, esistono strutture che assistono, finanzianziano e sponsorizzano i designer locali come Design Vlaanderen, Designed in Brussels e altri che non cito per brevità. Bella forza la loro, scovano i talenti, li curano, li fanno crescere e poi li aiutano ad entrare su un mercato complicatissimo.
Mi chiedo: in Italia? Non ci sono associazioni forti che supportano l'attività dei giovani, a livello politico, di immagine e, buon ultimo, finanziario. Eppure gli strumenti per farlo ci sarebbero. Perchè manca la volontà di rilanciare veramente il design italiano?
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